Solo quando l’ultimo fiume sarà prosciugato
quando l
’ultimo albero sarà abbattuto
quando l
’ultimo animale sarà ucciso
solo allora capirete che il denaro non si mangia.

Profezia Creek .

 

Il Signoraggio è un concetto che merita di essere approfondito data la sua importanza per ogni società i cui scambi sono basati su una Moneta.In sintesi, è la differenza tra il valore nominale della Moneta ed il suo costo di produzione. Tale differenza, data la natura istituzionale della Moneta, dovrebbe spettare ai cittadini i quali attraverso un organo che li rappresenta dovrebbero emettere la stessa moneta.

Cosè la moneta?
La moneta è una convenzione esistente tra persone che laccettano di comune accordo.
A cosa serve la moneta?
La moneta serve come sostituta del baratto, per effettuare lo scambio diretto o indiretto di merci o servizi.
Cos
è il valore nominale di una moneta?
Il valore nominale di una moneta è il valore numerico impresso o stampato su di essa. E detto anche valore di facciata.
Cos
è il valore intrinseco di una moneta?
E
il costo supportato da chi l'ha emessa, comprensivo del materiale (ad esempio oro, argento o carta e inchiostro) e spese di lavorazione.
Chi crea la moneta?
Attualmente la moneta-banconota è emessa dalla Banca Centrale Nazionale. Il Ministero del Tesoro conia le monete metalliche.
Cos
è la Banca dItalia?
La Banca d
Italia è la Banca Centrale Nazionale presente in Italia. Essa è un istituto di diritto pubblico ma strutturato come una società per azioni. E' un "unicum" giuridico.
A che cosa serve la Banca d
Italia?
A regolare le operazioni tra le banche locali presenti sul territorio nazionale italiano.
La Banca d
Italia è dello Stato?
No.
Di chi è la Banca d
Italia?  Questi sono i soci della Banca d'Italia (con le relative partecipazioni in quote), dedotti da ricerche effettuate da testate giornalistiche, di cui sotto. 

Ente partecipante Numero quote Numero voti

Intesa Sanpaolo S.p.A. 91.035 50

UniCredit S.p.A. 66.342 50

Assicurazioni Generali S.p.A. 19.000 42

Cassa di Risparmio in Bologna S.p.A. 18.602 41

INPS 15.000 34

Banca Carige S.p.A. - Cassa di Risparmio di Genova e Imperia 11.869 27

Banca Nazionale del Lavoro S.p.A. 8.500 21

Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. 7.500 19

Cassa di Risparmio di Biella e Vercelli S.p.A. 6.300 16

Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza S.p.A. 6.094 16

Cassa di Risparmio di Firenze S.p.A. 5.656 15

Fondiaria - SAI S.p.A. 4.000 12

Allianz Società per Azioni 4.000 12

Cassa di Risparmio di Lucca Pisa Livorno S.p.A. 3.668 11

Cassa di Risparmio del Veneto S.p.A. 3.610 11

Cassa di Risparmio di Asti S.p.A. 2.800 9

Cassa di Risparmio di Venezia S.p.A. 2.626 9

Banca delle Marche S.p.A. 2.459 8

INAIL 2.000 8

Milano Assicurazioni 2.000 8

Cassa di Risparmio del Friuli Venezia Giulia S.p.A. (CARIFVG S.P.A.) 1.869 7

Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia S.p.A. 1.126 6

Cassa di Risparmio di Ferrara S.p.A. 949 5

Cassa di Risparmio di Alessandria S.p.A. 873 5

Cassa di Risparmio di Ravenna S.p.A. 769 5

Banca Regionale Europea S.p.A. 759 5

Cassa di Risparmio di Fossano S.p.A. 750 5

Cassa di Risparmio di Prato S.p.A. 687 5

Unibanca S.p.A. 675 5

Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno S.p.A. 653 5

Cassa di Risparmio di S. Miniato S.p.A. 652 5

Cassa dei Risparmi di Forlì e della Romagna S.p.A. 605 5

Banca Carime S.p.A. 500 5

Società Reale Mutua Assicurazioni 500 5

Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana S.p.A. 480 4

Cassa di Risparmio di Terni e Narni S.p.A. 463 4

Cassa di Risparmio di Rimini S.p.A. - CARIM 393 3

Cassa di Risparmio di Bolzano S.p.A. 377 3

Cassa di Risparmio di Bra S.p.A. 329 3

Cassa di Risparmio di Foligno S.p.A. 315 3

Cassa di Risparmio di Cento S.p.A. 311 3

CARISPAQ - Cassa di Risparmio della Provincia dellAquila S.p.A. 300 3

Cassa di Risparmio della Spezia S.p.A. 266 2

Cassa di Risparmio della Provincia di Viterbo S.p.A. 251 2

Cassa di Risparmio di Orvieto S.p.A. 237 2

Cassa di Risparmio di Città di Castello S.p.A. 228 2

Banca Cassa di Risparmio di Savigliano S.p.A. 200 2

Cassa di Risparmio di Volterra S.p.A. 194 1

Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti S.p.A. 151 1

Banca CRV Cassa di Risparmio di Vignola S.p.A. 130 1

Cassa di Risparmio di Fermo S.p.A. 130 1

Cassa di Risparmio di Savona S.p.A. 123 1

TERCAS - Cassa di Risparmio della Provincia di Teramo S.p.A. 115 1

Cassa di Risparmio di Civitavecchia S.p.A. 111 1

CARIFANO - Cassa di Risparmio di Fano S.p.A. 101 1

Cassa di Risparmio di Carrara S.p.A. 101 1

CARILO - Cassa di Risparmio di Loreto S.p.A. 100 1

Cassa di Risparmio di Spoleto S.p.A. 100 1

Cassa di Risparmio della Repubblica di S. Marino S.p.A. 36

Banca CARIPE S.p.A. 8

Banca Monte Parma S.p.A. 8

Cassa di Risparmio di Rieti S.p.A. 8

Cassa di Risparmio di Saluzzo S.p.A. 4

Banca del Monte di Lucca S.p.A. 2

TOTALI 300.000 539

Fonte: http://www.bancaditalia.it/bancaditalia/funzgov/gov/partecipanti/Partecipanti.pdf
E
vero che la Banca dItalia stampa le banconote e le presta al Governo al valore nominale?
Sì.
Tecnicamente lo Stato Italiano emette delle Obbligazioni e Bankitalia effettua un prestito allo Stato (indirettamente attraverso l'acquisto di titoli di stato sul mercato dei titoli di stato) per il corrispettivo valore dell
obbligazione, dietro pagamento di un interesse. Tale acquisto di titoli di stato da parte di Bankitalia può essere fatto sia attraverso l'emissione di banconote, sia attraverso l'emissione di denaro scritturale.
La moneta, così emessa dalla Banca d
Italia, è coperta da un corrispettivo valore in oro?
No.
E
dunque vero che non esiste più la convertibilità tra le banconote e l'oro?
Sì, è vero. Dal 15 agosto 1971 non esiste la convertibilità delle valute nazionali in oro.
Il presidente USA Nixon, infatti, pose fine agli Accordi di Bretton Woods, chiudendo la c.d. Gold Window, che prevedeva l
aggancio dollaro-oro dal 1944 (un oncia di oro = circa 35-37 dollari USA)
Da chi viene emesso l
euro?
Leuro è emesso dalla Banca Centrale Europea, la BCE.
Da chi è composta la Banca Centrale Europea?

·        Banque Nationale de Belgique (2,83%)

·         Danmarks Nationalbank (1,72%)

·         Deutsche Bundesbank (23,40%)

·         Bank of Greece (2,16%)

·         Banco de Espana (8,78%)

·         Banque de France (16,52%)

·         Central Bank and Financial Services Authority of Ireland (1,03%)

·         Banca d'Italia (14,57%)

·         Banque centrale du Luxembourg (0,17%)

·         De Nederlandsche Bank (4,43%)

·         Oesterreichische Nationalbank (2,30%)

·         Banco de Portugal (2,01%)

·         Suomen Pankki (1,43%)

·         Sveriges Riksbank (2,66%)

      ·         Bank of England (15,98%)

Quanto costa coniare una moneta?
Creare una moneta metallica costa circa 15 centesimi di euro (metallo, spese di conio, ecc..).
Quindi il valore intrinseco di una moneta metallica è di circa 15 centesimi di euro?
Sì.
E
vero che ogni banconota costa circa 3 centesimi (3 euro/cent)?
Sì. E il medio costo vivo di fabbricazione di una banconota (spese tipografiche quali carta, inchiostro, tecniche di contraffazione ecc..)
Il suo valore intrinseco quindi è di circa
0,03?
Sì.
E
vero che viene prestata allo Stato al suo valore nominale?
Sì. Ad esempio, una euro-banconota con il valore di facciata 100 viene prestata a 100 euro nominali.
A quanto corrisponde l
interesse sul prestito?
Attualmente la BCE ha fissato un livello del 2%, il c.d. tasso di sconto (oggi tasso di riferimento) sul denaro (tasso a cui la BC presta alle banche ordinarie), al quale si adeguano tendenzialmente gli altri tassi di interesse.
Chi determina questo valore?
La BCE, in modo del tutto indipendente e non negoziabile. 
Cos
è il Debito Pubblico? E' la somma di tutto il denaro che lo Stato (in generale, le amministrazioni pubbliche) è costretto a chiedere in prestito al mercato per coprire la mancanza di denaro che lo Stato stesso ha accumulato nel tempo per far fronte alle proprie spese, mancanza dovuta all'aver delegato al sistema bancario il potere di emettere moneta.

Il signoraggio è la differenza tra il valore nominale e il valore intrinseco di una moneta. Il reddito da signoraggio va a chi emette moneta. La Banca Centrale Nazionale per quanto riguarda le banconote.
Stampando una banconota, ad esempio da 100 euro nominali, intasca la differenza tra questo valore e il valore intrinseco, che è di
0,03. Una singola banconota da 100 euro viene a costare allo Stato: 100 + 2,5% (tasso di sconto) = 102,5 Ricordiamo che alla BCE è costata 3 euro/cent, quindi il signoraggio a vantaggio della BCE è di: 102,5 0,03 = 102,47 tutte le banche (Banca Centrale compresa) per quanto riguarda la moneta virtuale (conto corrente). Il meccanismo del guadagno è lo stesso di quello descritto per le banconote, con la differenza che in questo caso il valore intrinseco è nullo.

Lo Stato dove può guadagnare?
Lo Stato ha una perdita nel coniare pezzi di monete metalliche da 1, 2, 5 e 10 centesimi di euro.
Il guadagno (signoraggio) inizia dalle pezzature superiori: 20, 50, 1 euro e 2 euro.
Però le monete di metallo (unico vantaggio dello Stato) sono una percentuale minima,
infinitesima della Massa Monetaria attualmente in circolazione.

E' vero che le banche prestano denaro che non hanno? Sì. Esse infatti possono creare dal nulla denaro che non hanno. E' la legge bancaria che lo permette.  

In che modo le banche prestano denaro dal nulla? In parole semplici, i depositi che noi mettiamo in banca rimangono per lo più disponibili se vogliamo usarli (come ben sa chi ha un conto corrente: può prelevare i propri soldi quando vuole). Tuttavia, la banca "utilizza" quei soldi per fare prestiti ad altre persone. In realtà non li tocca nemmeno, come sappiamo, dato che i nostri conti correnti sono sempre a nostra dispozione. Ciò significa che i soldi prestati dalla banca sono creati dal nulla. 

 

La moneta-debito come il sangue avvelenato

La via d'uscita: la proprietà popolare della moneta

Di Aurini Giacinto 

Come il sangue distribuisce ossigeno in tutto il corpo, così la moneta distribuisce potere d’acquisto al mercato. Quando la moneta era d’oro (o di altra merce) l’ossigeno monetario era pulito. I popoli potevano vivere in serenità tempi di benessere perché il potere d’acquisto conferito per pura con-venzione ai simboli, duplicava la ricchezza senza duplicare il debito. Infatti la somma delle unità di misura monetarie incorpora una quantità di valore pari a quello di tutti i beni reali misurati o misurabili nel valore perché il potere d’acquisto ha un valore commisurato a quello dei beni che si possono acquistare. Ecco perché la moneta duplica il valore dei beni reali cioè la ricchezza della collettività. Il valore duplicato può avere o il segno positivo della proprietà (oro) o il segno negativo del debito.

Con l’avvento della moneta nominale (1694 data di costituzione della Banca d’Inghilterra e dell’emissione della sterlina) l’ossigeno monetario è stato avvelenato dal debito non dovuto. Prima, chi trovava una pepita d’oro se ne appropriava senza indebitarsi verso la miniera; con la moneta nominale, al posto della miniera c’è la banca centrale, al posto della pepita un pezzo di carta, al posto della proprietà il debito perché la banca emette moneta solo prestandola. In tal modo i popoli sono stati trasformati inconsapevolmente da proprietari in debitori del proprio denaro nella più grande truffa di tutti i tempi, passata inosservata perché basata sul principio della riserva.

La moneta nominale è stata infatti concepita come titolo di credito rappresentativo della riserva sicché la banca centrale poteva affermare di essere proprietaria della moneta in quanto proprietaria della riserva. All’origine il portatore poteva presentare la banconota all’incasso e convertirla in oro. Col divieto della convertibilità la moneta, pur rimanendo vera moneta, diventava falsa cambiale. Il governatore, debitore apparente, diventava creditore reale, in quanto emetteva la moneta solo prestandola, ed il portatore, creditore apparente, diventa il vero debitore, come tale, proprietario provvisorio della moneta per la durata del prestito insindacabilmente concesso per quantitativi e tempi, dal vero padrone: il governatore.

Il signoraggio bancario ha trasformato i popoli da proprietari in debitori del proprio denaro, perché si è mascherata sotto la parvenza del valore creditizio, basato sulla riserva (con la formula "pagabile a vista al portatore") il valore indotto basato sulla convenzione sociale.In tal modo la moneta è stata trasformata in una fattispecie analoga al francobollo di antiquariato che ha valore per convenzione e senza riserva. La risultante di questa strategia è stata la sistematica trasformazione delle banche centrali da debitrici in proprietarie per un valore pari a tutto il denaro emesso sotto forma di false cambiali.

Abolita la convertibilità con l’avvento del c.d. corso forzoso, e successivamente eliminata la stessa riserva, con la fine degli Accordi di Bretton Woods (15 agosto 1971), il compenso dovuto alla banca centrale, andava commisurato essenzialmente a quello dovuto ad una tipografia; mentre la banca si è appropriata, senza contropartita, della differenza tra costo tipografico (o scritturale) e valore nominale (creato dalla convenzione sociale), duplicata peraltro dalla emissione attuata prestando il dovuto, come lucro illecito di una truffa.

Su queste premesse, in data 8 Marzo 1993, presentai esposto-denuncia per truffa contro il Governatore Azeglio Ciampi, pro temporedella Banca d’Italia. Il dott. Ettore Torri, della Pocura della Repubblica del Tribunale di Roma, mi convocò e nel colloquio presso il suo Ufficio, dopo aver riconosciuto che "era stata data la prova dell’elemento materiale del reato", soggiunse che mancava il dolo perché il vigente sistema monetario si era consolidato nella prassi: testualmente: "perché è stato sempre così".

Di fronte a questa obiezione rimasi sconcertato e replicai che la continuazione del reato, consolidato nella prassi è un aggravante, non un esimente della responsabilità penale e comunque poteva essere fatta salva la buona fede fino al momento della denuncia, dopo di che sarebbe stata acquisita la consapevolezza del reato e la certezza del dolo.

Pur non essendo accettabili le motivazioni addotte dal dott. Torri, tuttavia è possibile riconoscerne l'attendibilità a condizione che siano salvaguardate le vittime della truffa monetaria concedendo, a richiesta di parte , la moratoria dei debiti monetari e che si programmino i tempi e mezzi tecnici per sostituire alla moneta sporca (riconosciuta tale dallo stesso dott. Torri) la moneta pulita, in un regime transitorio di doppia circolazione. Infatti, dopo aver precisato che: a) come nell’indotto fisico la corrente elettrica esiste in quanto si realizza con la caratteristica della continuità; così nell’indotto giuridico il valore della moneta persiste sul mercato al di là dei cicli esistenziali dei singoli contratti di compravendita; b) la moneta è come il sangue, anche se avvelenato dalla truffa del debito non dovuto, non può essere eliminato drasticamente senza causare il collasso del sistema economico e sociale (analogo a quello causato in Argentina dal drastico prosciugamento di moneta operato dalla grande usura). A conferma sta il fatto che centinaia di milioni di uomini muoiono di fame non per mancanza di pane, ma del denaro per comprarlo.

Pretendere di correggere i pur gravi difetti del sistema con la drastica abolizione della moneta-debito, sarebbe come dissanguare totalmente un essere vivente in attesa della successiva trasfusione. Il rimedio sarebbe peggiore del male perché si andrebbe a trasfondere sangue in un cadavere. Ecco perché i tempi di attuazione di una valida riforma monetaria che restituisca al portatore la proprietà della "sua" moneta va realizzata gradualmente e con prudenza.

Particolarmente significativa – in questo senso – la magistrale intuizione di Ezra Pound (Lavoro ed usura, Milano, 1975, p.54): "Ciò che è mancato in Italia (…) è la visione del processo di strozzinaggio (…) ed il rapporto tra gli affari (…) ed il sistema monetario mondiale, operando non a breve scadenza, non a periodi di tre mesi o di tre anni, ma alla lunga, durante secoli e mezzi secoli (…)." Pound aveva capito che non si può eliminare il sangue monetario avvelenato da debito non dovuto, con un colpo di spugna. Sarebbe un rimedio peggiore del male. Ecco perché la sostituzione della moneta sporca (debito del portatore e proprietà della banca) con quella pulita (proprietà del portatore e debito della banca), va fatta gradualmente con la doppia circolazione.

Su queste premesse appare evidente la validità delle due iniziative promosse dal Sindacato Antiusura – SAUS: 1) l’esperimento del SIMEC a Guardiagrele che ha dato conferma della validità della teoria del valore indotto perché si è creata per mera convenzione, comemisura del valore e valore della misura una moneta sperimentale proprietà del portatore, senza riserva, con simboli di costo nullo (carta e inchiostro). 2) la diffida notificata alla Banca Centrale Europea nella persona del Governatore Wim Duysemberg, ad astenersi dall’emissione dell’euro (a mezzo di Ufficio Giudiziario del Tribunale di Chieti, in data 16 aprile 2001). In tal modo il SAUS ha contestato la legittimità della moneta europea, indicando ad un tempo come sostituirla con altro strumento di misurazione del valore, senza causare il collasso del sistema economico peraltro nel pieno rispetto dei legittimi interessi delle collettività nazionali dei Paesi membri.

Sembra opportuno, con l’occasione, evidenziare che, mentre per i Governatori delle Banche Centrali degli Stati Europei poteva essere riconosciuta la buona fede (perché la prassi della utilizzazione della moneta gravata di debito non dovuto era stata ereditata dall’originaria moneta concepita come titolo di credito rappresentativo della riserva), nessuna giustificazione può essere riconosciuta alla emissione dell’euro perché ne era stata tempestivamente contestata la legittimità con la suddetta diffida, prima che ne iniziasse la circolazione.

In questa situazione, è dovere dei magistrati prendere atto della illegittimità dell’emissione dell’euro, concedere la moratoria dei debiti, a richiesta di parte, e consentire la doppia circolazione di euroe SIMEC (o di analoga misura del valore) per lo stato di necessità delle vittime del reato (art.54 c.p.). Infatti, una volta dimostrato che il costo del denaro, all’atto dell’emissione, è del 200% (oltre gli interessi ed i prelievi fiscali) è evidente che la puntualità dei pagamenti è impossibile. La società è pervasa dall’angoscia dell’insolvenza ineluttabile di cui è prova la malattia sociale delsuicidio dei debitori per i debiti non dovuti che non ha precedenti nella storia. Non a caso il SIMEC è nato a Guardiagrele che è il paese in Italia che ha la più alta percentuale di suicidi.

Su queste premesse, evidenziate le gravissime responsabilità delle autorità monetarie europee per truffa perpetrata in danno delle collettività nazionali (espropriate ed indebitate senza corrispettivo per tutto l’euro in circolazione) ovemai – preso atto della gravità dei reati contestati – i competenti organi statuali e monetari rimanessero inerti omettendo di tutelare la legittima proprietà della moneta, potrebbero rendersi responsabili di omissione di atti dovuti, di infedeltà in affari di stato ed even-tualmente corresponsabili, per associazione a delinquere, del medesimo reato di truffa contestato al Governatore della BCE.

 

 

La quarta funzione costituzionale dello Stato: la Sovranità Monetaria

Quando la moneta era d’oro, lo stato aveva la sovranità monetaria perché la moneta, sin dall’emissione, era proprietà del portatore. Dei valori monetari partecipava tutta la collettività secondo il principio della società organica che è la proiezione storica dell’apologo di Menenio Agrippa: lo stomaco gode della sua funzione a parità di condizioni con tutte le membra.

Con l’avvento dello stato costituzionale, la quarta funzione dello stato è stata assunta dai grandi usurai. Ciò spiega perché la Rivoluzione Francese fu promossa dalla Banca d’Inghilterra e dall’eresia protestante che entrò in Europa continentale non con la fondazione di una “chiesa”, ma di una “banca”: la Banca Protestante presieduta dal Necker, consigliere finanziario di Luigi XIV.

I banchieri ben sapevano che il valore sta nel “tempo” non nello “spazio”: è una “previsione” e non una “merce”, tanto è vero che la moneta ha un valore arbitrariamente illimitato, anche se il simbolo è di costo nullo (carta). Anche il valore dell’oro non stava nel metallo, ma nella “previsione di poter comprare”.

Facendo leva sul riflesso condizionato causato dall’abitudine secolare di dare sempre un corrispettivo per avere denaro, le banche centrali hanno emesso la moneta col corrispettivo del debito, cioè “prestandola”. In tal modo i grandi usurai non si sono solo limitati ad espropriare i popoli dei valori monetari, ma li hanno indebitati di altrettanto, caricando, sin dall’origine, il costo del denaro del 200%. In tal modo le monarchie cattoliche della vecchia Europa sono crollate perché trasformate da “proprietarie” in “debitrici” del proprio denaro. I banchieri si sono comprati i re, digiuni di cultura monetaria, con il corrispettivo del debito, cioè “arricchendoli” di “moneta-debito”: la c.d. “moneta nominale”.

Quando la moneta era d’oro chi trovava la pepita se ne appropriava senza indebitarsi verso la miniera e questa regola valeva per tutti: re, nobili e plebei.

Con l’avvento dello stato costituzionale, al posto della miniera sta la banca centrale, al posto della pepita un pezzo di carta, al posto della proprietà il debito perché la banca emette moneta solo prestandola e la moneta circola gravata del debito non dovuto al signoraggio bancario.

Con un costo iniziale del denaro, all’origine, del 260% comprensivo di capitale ed interessi, si è resa impossibile la puntualità dei pagamenti. È nata così l’epidemia del “suicidio da insolvenza” che non ha precedenti nella storia e che è il segno dell’avvento dell’usurocrazia.

Le vicende scandalose dei drammi economici, che hanno dilaniato la società del nostro tempo, impongono ormai l’assoluta, inderogabile necessità, di considerare nella costituzione la funzione monetaria dello stato. Fino ad oggi ciò non era possibile perché mancavano i due cardini fondamentali della scienza monetaria: a) la definizione del valore monetario come valore indotto, e b) la legge della rarità monetaria che, in sintesi, sono i seguenti: a)Il valore indotto - Posto che ogni unità di misura ha la qualità corrispondente a ciò che deve misurare, come il metro ha la qualità della lunghezza perché misura la lunghezza, la moneta ha la qualità del valore perché misura il valore e la qualità della rarità perché sono rari (economici) i beni di cui misura il valore.. La moneta è pertanto misura del valore e valore della misura che è il potere d’acquisto che basa sulla previsione di poter acquistare (creata per convenzione come ogni misura) e non sulla riserva. b) La legge della rarità monetaria. Poiché il prezzo di mercato non è solo l’indice del valore dei beni, ma anche del punto di saturazione del mercato – per cui il mercato è saturo quando i prezzi tendono a coincidere con i costi di produzione - solo quando questa coincidenza tende a verificarsi, occorre fermare sia la produzione dei beni che l’emissione monetaria.

Su questi fondamentali principi è possibile concepire la funzione monetaria come quarto potere dello stato costituzionale perché consentono di definire il “dover essere” dell’organo monetario. All’attuale “arbitrio” dei governatori delle banche centrali va sostituita la “discrezionalità tecnica” di una funzione organica, esattamente definita ed eticamente e giuridicamente limitata e finalizzata al bene comune, non a quello dell’usura.

L’emissione e l’utilizzazione della moneta vanno programmate sulle finalità di interesse pubblico e privato senza alcun problema di rarità perché – liberata la moneta (con la scoperta del valore indotto) dall’equivoco della riserva (peraltro abolita dal 15 agosto 1971) – l’emissione monetaria va commisurata alla quantità dei beni e servizi misurati e misurabili nel valore, considerando come tali, non solo i beni e servizi esistenti, ma anche quelli previsti. La previsione dei beni producendi è, di per se, un bene (Si pensi ad es. al valore di un brevetto).

Per quanto riguarda la destinazione d’interesse pubblico, va evidenziato che – dichiarata la moneta di proprietà dei cittadini – lo stato dovrà trattenere all’origine quanto necessario per esigenze fiscali e di pubblica utilità, liberando i contribuenti dal peso di milioni di ore di lavoro banalmente distrutti per mere formalità contabili e amministrative.

Merita inoltre di essere evidenziato il comportamento delle banche centrali che pretendono di vantare, come pubblico interesse, la destinazione a “riserva” anche dei beni diversi dall’oro. La riservaaveva un significato quando la banconota era convertibile in oro a richiesta del portatore. È diventata ormai una ridicola sceneggiata, per mascherare la truffa dell’emissione con cui la banca centrale consegue un arricchimento parassitario pari alla differenza – duplicata dall’equivalente prestito – tra costo tipografico e valore nominale della moneta.

Per quanto riguarda la destinazione d’interesse privato, va precisato che ad ogni cittadino spetta, all’atto dell’emissione, la sua quota di “reddito monetario di cittadinanza”, in attuazione del disposto del 2° co. dell’art. 42 della Costituzione, che prevede l’accesso alla proprietà per tutti.

Si realizza in tal modo un diritto della persona con contenuto patrimoniale, non come elemosina di stato, ma come acquisto della proprietà, a titolo originario, perché ogni membro della collettività contribuisce a creare il valore convenzionale della moneta, per il solo fatto che l’accetta. Col reddito di cittadinanza si finanziano i produttori, finanziando i consumatori, che è l’unico modo razionale per evitare elargizioni di moneta in base a scelte arbitrarie e clientelari.

Sostituendo all’oro il simbolo cartaceo, la moneta nominale ha acquistato due qualità tra loro in contrasto, anche se non incompatibili: la rarità programmata ed il costo nullo che hanno dovuto operare nell’esperienza della circolazione monetaria esasperando la separazione culturale tra quelli che sanno: i padroni del signoraggio monetario, e quelli che non sanno: gli altri.

In conclusione, il quarto potere costituzionale deve essere concepito sulla finalità di restituire allo stato la funzione monetaria ed al popolo la proprietà della moneta. Questa riforma è diventata ormai indispensabile per uscire dall’asservimento al “signoraggio bancario” e dare inizio ad un regime di democrazia integrale in cui i popoli non abbiano solo la sovranità politica, ma anche quella monetaria, per vivere tempi nuovi a dimensione umana, liberi dall’angoscia dell’insolvenza ineluttabile dei debiti non dovuti alla grande usura.

 

Da vedere

http://www.simec.org/

http://ilsignoraggio.blogspot.com/

http://www.bancaditalia.it/bancomonete/signoraggio

www.sovranitamonetaria.org/